Ilcorpodigrazia's Blog


Devo sforzarmi di essere cattiva

Volevo intitolare il mio post diversamente, ma poi ho temuto di essere come al solito criticata.

Lo scriverò qui, nel corpo del testo, il vero titolo di questo post, così che i più non abbiano a leggerlo.

Devo sforzarmi di essere una grandissima troia.

Ma non nel senso pratico, per la carità, nel senso più lato del termine.

Devo ricordami dei torti che subisco, devo smetterla di porgere l’altra guancia.

Fra – appello a me medesima – te ne rendi conto che ti esponi sempre troppo? Ti rendi conto che le persone sono ingoranti e cafone e faranno sempre i propri interessi e, se il caso lo richiede, passeranno senza pensieri sul tuo cadavere?

Fatti furba una volta per tutte, sii troia.

Ma non esplicitamente, come fanno loro, in maniera subdola, costante.

La vendetta è un piatto da asaporare freddo.

Per una volta – altro auto appello – per una volta, riuscirai a “non dimenitcare” e mettere nel cassetto una “lesson leraned”.

Speriamo!Avevo 20 anni ed una faccia da stronza: almeno nell'espressione, devo tornare così

Qui avevo 20 anni e guardavo al futuro con una faccia da vera stronza.

Ecco, almeno nell’espressione, devo tornare così.

 

—-

 

I wanted to call my post differently, but  I was afraid of being criticized as usual.

I’ll write it here, in the body of the text, the real title of this post, so that most people do not have to read it.

I have to force myself to be a huge bitch.

But not in a “practical” sense,  not at all,  but in the broadest sense of the term.

I have to remember the wrongs I suffer, I have to stop turning the other cheek.

When – the same appeal to me –  do you realize that you expose yourself  too much? You realize that people are ineducated and ignorant and they will always do their own interests and, if the situation requires it, will pass without thoughts on your body?

Get smart, once and for all, be a bitch.

But not explicitly, as they do, in a subtle way, constantly.

Revenge is a dish to taste cold.

For once – another self-appeal- for once, can you “do not forget” and put in a drawer the ” lesson learned.”
I really  hope so!

 



Donna al volante

Dovete sapere che ormai guido da quasi 12 anni.

Quando scrivo guido, intendo guido, non faccio finta.

Guido ogni giorno per andare al lavoro, in un percorso misto autostradale/cittadino, guido per lavoro durante le trasferte, guido nei miei viaggi fly&drive. Per fare qualche esempio, mi capita spesso di percorrere una Milano-Genova in autonomia, mi è capitato di dover montare le catene in mezzo alla neve perchè mi sono ostinata ad andare a sciare quando nessuno voleva venire con me, mi è capitata anche una Genova-Firenze A/R in un giorno in solitaria, mi è capitata anche una Mialno-Hannover (maledetto vulcano islandese), di cui c’è traccia nel riprovato archivio di questo blog

https://ilcorpodigrazia.wordpress.com/2010/04/20/40/

Ora tutte queste referenze per dirvi che non sono Schumacher  – anzi sono piuttosto prudente – ma sicuramente, per usare parole non mie, “sono una Driver piuttosto disciulata”.

Addirittura mi sbilancerò. Quasi – ripeto quasi – sempre, quando c’è una macchina che sta palesemente facendo una cagata o sta intralciando il traffico, il conducente è una donna o un anziano (caso tipico quest’ultimo delle inchiodate in autostrada per vettura circolante a 50kmh).

Ecco, in questa società maschilista e piena di pregiudizi, ho dovuto scrivere tutta questa lunghissima e noiosissima premessa affinchè l’appello che mi accingo a fare sia preso con cognizione di causa.

Automobilisti, miei cari amici compagni di volante, mi riferisco soprattutto – ma non solo – a chi ha macchinoni super potenti sotto le chiappe;

a. vedere una Panda che sta sopraggiungendo, non significa che voi abbiate di diritto la precedenza qualsiasi cosa stiate facendo

b. una Panda NON ha 1500 cavalli e NON ha un’accellerazione da 0 a 100 in 3 secondi

c. se tergiverso un secondo ad uno stop, può anche essere che io stia starnutendo

Ora l’appello lo rivolgo al Santissimo, caro Gesù, a tutti coloro che peccano di questi veniali peccatucci così tanto fastidiosi, potresti cortesemente, una volta in purgatorio, darmi una Maserati e dar loro una Panda, e farci fare un giro in un’autostrata cittadina celeste? Te ne sarei davvero, ma davvero grata.

—-

You should know that I have been driving now for almost 12 years.

When I write “I drive”, I mean I drive, I do not pretend.

I drive every day to go to work in a mixed highway / city  route, I drive during my business-travel, I drive in my fly & drive vacations. To give some examples, I often take a Milan-Genoa independently, I’ve had to fit chains in the snow because I was stubborn to go skiing when nobody wanted to come with me, it also happened to  drive Genoa Florence A / R in a lonely day, It happened to me also to drive a Mialn-Hannover (damn Icelandic volcano), of which there is a proven trace in the archives of this blog

https://ilcorpodigrazia.wordpress.com/2010/04/20/40/

All these references to tell you that I’m not Schumacher – I am indeed rather conservative – but surely, to use words not mine, “I’m a smart Driver”.

I even overreach me. Almost – I say almost – always, whenever there is a car that’s clearly doing a crap or it is obstructing traffic, the driver is a woman or an elderly person (typically the latter boarded the vehicle on a highway for circulating 50kmh).

Here, in this male-dominated and full of prejudices society , I had to write this whole long and boring premise so that the appeal that I am going to do could be as a “knowledge of the facts”.

Motorists, my dear fellow driving friends, I am referring especially – but not only – those who have big cars super powerful under their buttocks:

a. see a FIAT Panda who is oncoming, does not mean that you have the right to override whatever you are doing

b. Panda DO NOT has a 1500 horsepower and CAN NOT accelerate from 0 to 100 in 3 seconds

c. prevaricated over whether a second to a stop, may also be that I’m sneezing

Now I address the appeal to the Blessed Sacrament, dear Jesus, to all those who are guilty of these so annoying venial sins , you may politely, once in purgatory, give me a Maserati and give them a FIAT Panda, and let us take a ride in a ‘  heavenly city highway? I would be really, really grateful.



Arrivederci…oppure addio!
22/11/2009, 18:43
Filed under: Adelaide's diary, Arrabbiature cosmiche

Ho aspettato a lungo e poi ho ancora aspettato.
Ho cercato di rimandare, di trovare una scusa, di temporeggiare.
La mia amica Enrica mi ha mandato su FB un pezzo bellissimo che parlava delle donne, e della forza meravigliosa che hanno quando hanno deciso di cambiare.
I tempi sono maturi.
Sono stata paziente, ho subito, ho ascoltato, ho cercato di far valere le mie ragioni.
Ora sono stufa.
Questo blog è tristemente e definitivamente chiuso.
Ci siete riusciti.
Ce l’avete fatta.
Chi mi diceva cosa potevo e non potevo scrivere.
Chi mi diceva perchè non scrivi.
Chi mi diceva perchè scrivi.
Chi si vergognava leggendomi.
Chi si sentiva intruso e invadente (chissà perchè non hanno cambiato pagina…)
Il risultato? Neppure quì, e dico io neppure quì, ero più quella che voglio essere, e cioè semplicmente io.
Con tutti i miei meravigliosi difetti.
Mi avete cambiata? No di certo.
Siete riusciti a rompermi le scatole? Questo certamente sì.
Sappiate bene che io non mi fermo. Questo no. Questo non siete riusciti.
Quindi aprirò un altro blog, pubblico, e tutti i miei amici di space saranno informati e prontamente invitati.
Chi volesse dare un’interpretazione propositiva alle mie parole e volesse continuare a seguirmi è libero di contattarmi per chieder,mi il nuovo indirizzo (anche se non ho idea di quando lo attiverò)
Una cosa è certa. Nel mio nuovo space non ci sarà spazio per falsi moralismi e bigotti.
Parlerò di quello che mi va. Del cioccolattino che ho lasciato sciogliere lentamente sulla lingua, dei colori dell’autunno, del sesso che mi fa il ragazzo che mi trovo davanti in treno, del disprezzo che provo per tutti quelli che mi vogliono come loro si prefigurano che io sia.
Questo è tutto.
Arrivederci in altra sede e, per tutti gli altri, un sereno e liberatorio vaffanculo.



Ricordi di soffocamenti
12/08/2009, 18:27
Filed under: Arrabbiature cosmiche

Finalmente, grazie a Dio, ora sono semplicemente "altrove", e da quaggiù, meditando su quella che è stata la mia vita negli ultimi 8 mesi, pubblico il post che avevo scritto la sera prima di partire e che non sono riuscita, per probelmi tecnici, a pubblicare sino ad ora, eccolo:

Avevo in mente un altro post.
Uno che parlava di una terrazza sul mare, di musica e balli, di un bambino divertente e di dorati raggi lunari riflessi sul mare calmo della notte.
Purtroppo ne devo scrivere un altro.
In passato sono stata criticata per ciò che scrivevo, perchè alcune persone hanno dato un’interpretazione del tutto distorta alle mie parole.
Oggi che non lavoro più come cosulente e che quindi la realtà attorno a me è molto più statica, ho temuto sin da subito che sarei potuta incorrere nel rischio di venir giudicata, criticata, marchiata, per ciò che scrivo.
Ebbene è accaduto di nuovo.
Sembra che qualcuno di sia indignato per il mio ultimo post. Non ne capivo il motivo, poi, rileggendolo, mi si è accesa la lampadina nel mio cervellino ingenuo…
Ora scriverò la notizia del secolo: non intendo nè farmi suora, nè diventare porno attrice!!!
Era un post tragi-comico!
Evviva!
Ora la questione è questa: secondo voi, mi riferisco chiaramente a voi amici di blog, che mi seguite da più di due anni, e agli amici che so che leggono senza lasciare commenti, (voi potete dirmelo a voce), devo fregarmene della gente che parla perchè non ha nulla di meglio da fare, ed andare dritta per la mia strada, oppure è meglio che io chiuda questo blog e ne apra uno senza nome??
Da un lato potrei essere più spontanea e scrivere più cose….

Mi date il vostro consiglio, e comunque vi chiedo di lasciarmi i vostri recapiti, così se decido di aprire un altro blog, non vi perdo e vi spedisco i riferimenti del nuovo indirizzo!

p.s. ringraziamenti dovuti a windows live space per aver creato una comunità di blog sicuri, dove non c’è spazio per le volgarità o le brutture, dove ci si scambia idee e si parla liberamente. qualsiasi cosa dicano le malelingue questi sono spazi del tutto liberi e rispettosi!



sono stanca. ora sono proprio stanca. stanca mentalmente. stanca di vivere in questo modo.
18/05/2009, 20:13
Filed under: Adelaide's diary, Arrabbiature cosmiche

…sul ponte sventola bandiera bianca….

ricordo di guerre che ne sanno si sabbia e terriccio. caldo estivo. solitudine e lontanaza.

…in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti del terrore…

ricordo di cloro negli occhi, di grattacieli scintillanti, di una lingua che è l’incrocio di tre, di canzoni italiane cantate a squarciagola a memoria da stranieri e non.
pub pieni di ragazzi.
tornanti delle valle agordine.
odore di legno e montagne come gigantesche ombre nere.
giardini incolti e la morte che si è presa mezza vita.
scatoloni e puzzo di buciato.
suono di un pianoforte.
una nave carica di container che salpa nel calmo crepuscolo primaverile.
suono di tamburi.
un trampoliere sorridente.

…sul ponte sventola bandiera bianca….



Rabbia repressa
15/03/2009, 18:22
Filed under: Arrabbiature cosmiche

Camminavo tra viole e rosmarini fioriti. Quì e là contadini lavoravano la terra, bruciavano le sterpaglie. L’odore dell’erba e della legna bruciata mi faceva sentire bene. E’ in quel momento che ho capito che c’è qualcosa che non va. Faccio fatica a vivere. Faccio fatica ad essere gentile. Detesto le persone che mi trovo davanti. Sento dentro una cattiveria e una bruttura che per ovvi motivi non può uscire e mi logora dentro. Ho sempre avuto difficoltà nel lavoro che facevo prima perchè non lasciava tempo per me. Così sottovalutavo tanti lati positivi delle vita che conducevo, e che ora mi mancano. Avevo scritto un post, quasi un anno fa, si intitolava "finestre illuminate", racontava di una tarda serata mentre ero in viaggio con il mio consultant su per i tornanti delle vali Agordine, nel bel mezzo di uno dei periodi più brutti della mia vita. Quella sera mi ero confidata con Michel: avevo fatto trasparire la mia invidia per una vita "dietro una finestra illuminata", al tavolo con la mia famiglia.
Lui mi aveva guardato di sottecchi e mi aveva risposto che mi sarei annoiata alla seconda sera. In effetti aveva ragione.
Forse se avessi ancora Andrè che mi aspetta a casa alla sera sarebbe diverso. Forse starei meglio. Ma di una cosa sono certa: ciò che mi manca, Andrè a parte, sono prevalentemente due cose. La prima è viaggiare. La seconda è la libertà che si ha quando si vive in mezzo a persone di un’intelligenza che, aimè ho capito essere, sopra la media. Mi sento frustrata perchè non posso combattere ad armi pari. Sono sempre al centro di battute mai incoraggiate, sono mira di libertà mai concesse, continuamente rimarcando la mia giovane età.
Quindi io devo stare zitta e gli altri possono fare battute e apprezzamenti che io non ho mai favorito.
Almeno prima erano, pardon, eravamo, tutte serpi. Arroganti, sì. Presuntuosi, sì. Lavoratori, sì. Ma si combatteva ad armi pari. Uomo o donna, giovane o meno giovane. Faccio fatica ora che sono tornata nella mia amata Genova. Io che ho vissuto in America, io che ho viaggiato per due anni di fila, io che sono così propensa al cambiamento, all’innovazione, al cosmopolitismo, ora mi sento un po’ una Pigmaliona dentro un romanzo di Show. C’è chi mi dice che devo solo avere un po’ di pazienza. C’è chi mi dice che il tempo è ormai maturo affinchè alcuni cambiamenti avvengano. Sarà. Nel frattempo però sarà il caso che ritrovi un equilibrio perduto. Non posso continuare ad odiare chiunqui mi attraversi la strada.



Se questa è vita
26/03/2008, 18:29
Filed under: Arrabbiature cosmiche

Sono arrivata a mezzanotte passate ieri notte.
Le montagne erano delle enormi ombre nere, il freddo era pungente e l’hotel ne sapeva di legno.
 
Così è iniziata la mia nuova vita.
E mentre domani i miei fratelli sepelliranno uno dei loro migliori amici, io sarò quì in ufficio, lontana,
a pensare a che senso ha la vita se anche nei momenti più difficili non posso stare vicino a chi amo.



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