Ilcorpodigrazia's Blog


Back in the USA
21/07/2008, 02:48
Filed under: La mia esperienza Americana

Sono emozionata…sono dinuovo quì dove quasi 2 anni fa iniziava il mio blog. Torno quindi a raccontare di me così che famiglia, amici, parenti e Andre possano avere mie notizie moneyless.

In realtà, anche se tutti mi dicono di pensare che sono le 21.25, il mio corpo e le mia mente mi ricordano in ogni momento che per loro sono le 4.26, che hanno fatto 17 ore di viaggio, di cui 11 d’aereo, e quindi con un jetleg di 7…ma andiamo con calma…

Il volo tutto benissimo, a parte una coda chilometrica al check in, a parte che non sono riuscita a dare l’ultimo bacio ad Andre perchè il tipo ha cambiato il verso del serpente della coda proprio prima di me, a parte i soliti spergiuri alla dogana per assicurare che la mia massima aspirazione nella vita è di tornare in Italia,a parte una classica ora di ritardo…..sì, il volo poi è stato indolore. Lungo, ma indolore.

Arrivati sul lago Michigan, la prima vista aerea di Chicago è stata bella quanto le foto della mia amica..grattacieli scintillanti e spiaggie bianche: davvero fico.
"I’m happy to be back in the USA", dicevo aldoganiere mentre mi prendeva le impronte e mi fotografava la retina.
Poi appena fuori ho chiamato la limousine (pagata dalla mia azienda), così io, altre due ragazze italiane ed un ragazzo francese ci siamo accomodati come un re e tre regine regolando le lucette sul soffitto e l’aria condizionata a nostro piacimento.

Peccato che dopo un paio di miglia abbiamo bucato….uauauauaaaaaaaaaaaaaa…finita la magia.
Peraltro arriva pure lo sbirro che accosta per venire in nostro aiuto (come in ogni film che si rispetti, prima di scendere dalla macchina dalle mille lucine lampeggianti, si infila il cappello, sia mai…). Comunque no problem, dopo qualche minuto arriva la limpousine sostitutiva e finalmente ecco l’hotel…da da da dan…un facata pazzesca! 3 piscine di cui una al chiuso collegata a quella all’aperto e una idromassaggio. Un mega campo da golf, teatri, discoteche, pub, credo che gli ospiti di questo hotel siano davvero dei superricconi americani…davvero davvero di super lusso…finalmente mi ricordo perchè ho accettato l’assunzione nella mia azienda…4 mesi di quella betola a belluno me lo avevano fatto parzialmente dimenticare…

Ad ogni modo ora sono in camera, tranquilla, sono pure riuscita a cenare, nonostante l’orario impossibile, c’è il selh service, anche buono, riso, pollo, verdure, niente male.

Domattina iniziano le lezioni, per ora davvero è tutto, sono devastata.

Notte, anzi, per voi è quasi giorno….giorno!!!!!!
smack



Natale a New York
07/01/2007, 21:45
Filed under: La mia esperienza Americana

Non è il titolo dell’ultimo film idiota uscito nelle sale, è il mio ultimo viaggetto Americano.
Che dire, pattinare al RockFeller sotto un’abete scintillante di 20 metri, passeggiare per Manhattan addobbata a festa, alloggiare in un hotel a Time Square, pure gratis (regalo di compleanno_più_natale del mio amico Dado), pranzare sotto la statua della libertà con difronte lo skyline di NY, ebbene sì, mi sento una privilegiata. Non tutte le cose però vanno sempre bene come sembrerebbe…Ecco il mio ultimo giorno Americano.
La mattinata era programmata per passeggiare a Central Park, era pure Domenica, neppure a farlo a posta, a me e Dado piace nei nostri viaggetti immergersi completamente nella realtà de luogo e, da buoni Neworkesi, la domenica si va al parco. Bene, peccato che alle 7 del mattino mi sveglio con forti dolori di stomaco. Risultato: la mattinata passata nella toilette con una bella caccarella del viaggiatore e Dado che fa avanti ed indietro per vedere se sono viva. Ok, fa niente, solo un po’ di caccarella, central park lo vedrò nei film. Arriva l’ora di andare all’aroporto: taxi più treno più trenino più 8 ore di aereo, ok, ce la farò, tanto il bagno sull’aereo c’è. Chiudo le mille valige, il facchino_ che era in preda ad una crisi isterica sin dalla mattinata_ le fa cadere TUTTE, compreso il portatile. Incomincio ad innervosirmi, sarà la caccarella, sarà che sto tornando a casa dopo 3 mesi…Tutti i taxi sono occupati, finalmente ne passa uno vuoto, saliamo, poi però devo farlo fermare 2 volte per controllare di averci messo tutte le valigie (a sto punto la crisi nervosa il facchino me la aveva bella che trasmessa). Il taxi si imbottiglia nel traffico, fa niente, abbiamo tempo. Arriviamo alla Central Station, io e Dado in preda ad una lite furiosa, (a questo punto la crisi nervosa l’aveva lui), ok, calma e sangue freddo, basta solo cercare la biglietteria, fare un cazzo di biglietto e trovare il track giusto. 3 valigie, un trolley, un portatile e la borsa, la giacca a braccetto, ho tutto. Sento una ragazza che mi dice "Be careful", io per poco non la mando a fottersi, che vuole quella? Bene, stava cercando di avvertirmi che stavano per scipparmi, non faccio a tempo a girarmi che lo stronzo mi sfila via la giacca e la maglia di Dado e corre via; lo inseguo con tanto di trolley appresso ma sono a Central Station, a NewYork, a Natale, nell’ora di punta: lo perdo.
Torno sui miei passi, vedo la maglia di Dado sulle scale mobili, "ma nella fuga non poteva un po’ perdersi la mia giacca anzichè la maglia di dado?" La ragazza spalleggia: "He is gone." Fottiti. Va bene, va tutto bene, fra stai calma, stai tornando a casa, era una bella giacca ma fa niente….Un lampo fumlineo e realizzo che c’era la macchina fotografica dentro la tasca interna!
Bene, macchina fotografica digitale NUOVA di una settimana di vita (ricordate, la mia l’avevo rotta a Philadelphia), con tutte le foto di NY dentro. Ora sono davvero incazzata.
Salgo sul treno, binario 7, lo controllo 10 volte perchè a stopunto non sono neppure più sicura di come mi chiamo. Il treno è zeppo a far schifo, sardine sottolio, dado che continua a dispiacersi per non avermi dato una mano nel mio scippo. Aeroporto, le cose si rilassano, finalmente posso andare in bagno, ricordate, la mia caccarella…Salgo sull’aereo, sono quasi a casa. Mentre sono DINUOVO al cesso…turbolenze…allacciarsi le cinture…no vi prego…"ora smetterà sicuro.." i
Il comandante perentoreo: "le persone nel bagno devono tornare ai propri posti e allacciare le cinture di sicurezza", no vi prego, ok, torno seduta, tutti che mi vedono uscire dal bagno e ridacchiano, io che faccio una bella smorfia a 100 passeggeri del boijng 767. Ok, mi appisolo, paraocchi e cuffietta, riesco ad addormentarmi e a quel punto, vi giuro non sto scherzando, alla radio passa "crush down", probabilmete denuncerò Continental Air Line per questo. Sapete come inizia la canzone? Con la sirena dell’allarme per avaria. Io che nel buio della carlinga, mi sveglio lanciando un urlo di terrore, mi drizzo seduta tastando l’aria davanti a me in cerca della mascherina dell’ossigeno. Le pesone mi guardano sbigottite. Ok, era una canzone, solo una stupida canzone. Ma avete presente mentre uno dorme a 11mila metri sopra l’oceano sentire l’allarme dell’avaria? Ho perso 10-15 anni di vita. 3 ore più tardi atterro a Malpensa, piove, c’è nebbia, ed è freddo ma vi giuro, mai stata più felice di essere nelle desolate lande milanesi. Una corsa trainando il carrello dei bagagli a tutta velocità, le porte scorrevoli si aprono, Andre è lì, un lungo abbraccio. Tutta la stanchezza scivola via. Sono con Andre, sono in Italia. Sono tornata a casa. Solo 200 Km mi separano da un pranzo tutto Italiano e da un abbraccio di mamma_più_papà_più_Matto in lacrime. L’America è alle spalle, è già lontana, tanti ricordi sono in saccoccia, penso: "sì, ce l’ho fatta!" Sono felice.
Notte ragazzuoli,
alla prossima.


Una partita di baskett…come il quidditch di Harry Potter!
11/12/2006, 21:16
Filed under: La mia esperienza Americana

Giuro mi sembrava essere dentro un romanzo della Rowiling: gradinate altissime colme di tifosi con popcorn e sciarpe colorate. Al centro dello stadio mega schermi con filmati dei giocatori durante le loro migliori prodezze, (Americani..). Musica, tamburi, cori, luci scintillanti, una pioggia di coriandoli colorati. Il suono dei tamburi cresce, si fa sempre più assordante ed al gong finale fiammate (di fuoco vero!) di almeno 2 metri spuntano dal lato degli schermi. Cheerleaders sorridenti e sgambettanti, banda, paracadutini che cadono dal soffitto con i gadjet delle scuadre in campo e poi tifo, tutti assieme, senza barriere. Due note riempono lo stadio e d’improvviso è silenzio: il momento dell”inno nazionale. (Quì si canta SEMPRE, in ogni manifestazione sportiva!). 30mila persone cantano con la mano sul cuore rivolte verso la bandiera, (più una ritta in posizione di partecipata commozione, davanti a me una rispettata bandiera Americana, dentro al cuore un amato tricolore…). Palla al centro e la partita inizia. E poi vittoria: Cavalliers wins! go Cav go! Niente manici di scopa ma vi assicuro: esperienza bellissima! Del resto..that’s America! Alla prossima!Bye.


Un po’ di vita Americana..
11/12/2006, 04:35
Filed under: La mia esperienza Americana

Devo ammettere che i film sono fatti molto bene. Se avete presente una qualsiasi scena di vita Americana di un moovie, ebbene, rispecchia esattamente la realtà.
IL Campus.
La vita nel campus è promiscua, in tutti i sensi…neri, bianchi, militari e civili transitano insieme per i prati all’Inglese tra un building e l’altro; i ragazzi di colore di solito hanno mille catene d’oro con ciondoli giganteschi e tintinnanti, jeans con il cavallo alle ginocchia, mezzo sedere di fuori e cappellino rigorosamente su un lato e nn ben infilato. Le studentesse bianche hanno tutte le infradito anche con 0 gradi..fhareneit! Beh, in effetti nei film non ci sono i ragazzi di 20anni con protesi super moderne al posto di qualche arto lasciato in Iraq, ma purtroppo ormai anche questo fa parte della vita dei giovani Americani. Gli studenti arrivano tutti da altri stati, nessuno studia nel posto in cui vive la famiglia, è nella cultura Americana che i ragazzi si spostino, quindi vivono all’interno del campus, nei dorms..da quì si capisce la loro promiscuità..tornano a casa raramente, la maggior parte solo per il Thanks giving e le vacanze estive. Studiano nei bar e sul prato, beata wireless, pranzano in mensa o nei baretti attorno al campus, e al venerdi ed al sabato per le 9 di sera sono già belli ubriachi…e si ricade nel discorso promiscuità…Spesso devono lavorare per potersi mantenere la retta universitaria (circa 30mila $ annui), ma l’università qui non è come in Italia, una volta laureati quello è una garanzia di lavoro e, a seconda del grado di studi che consegui, hai uno stipendio base GARANTITO!!! Impara Italia, impara!
Le strade.
Guidare è un incubo, anzittutto loro possono parlare al telefono quindi sono tutti distratti, poi in autostrada si puo sorpassare anche sulla destra e rischi la vita quotidianamente. Come se non bastasse la genialata di dimensioni colossali è che moooolto spesso le corsie di accelerazione in entrata in autostrada COINCIDONO con quella di decelerazione per l’uscita. Giuro che è un mistero per me come facciano a non avere un incidente al giorno. Poi una noia: hanno 5 corsie tutte dritte per migliaia di Km e il limite per massimo di velocità è… 60miglia/h!!! Venissero in Italia si sparerebbero a vedere come andiamo su stradine a curve di due corsie piene di gallerie e tir. (ops, mi è venuto in mente che quelle "stradine" noi le chiamiamo autostrade e le paghiamo..povera Italia!) Poi capita che superi il limite di 5 miglia/h (quì NESSUNO supera i limiti!!!) e subito sbuca la pattuglia, ormai mi sono assuefatta all’idea che ce ne sia una nascosta dietro ogni albero, allora lì ti sembra di essere esattamente dentro la tv, peccato che non ci sia da scherzare. Quando mi è capitato per la prima volta ero con mio cugino Gianlu e, come in ogni film che si rispetti, ecco la pattuglia nello specchietto retrovisore, un paio di colpi di sirena, mille lucette lampeggianti, peggio di un albero d Natale e devi fermarti istantaneamente e senza fare bruschi movimenti. Io, ingenua, che mi chino per prendere i documenti, mio cugino che mi pianta una manata nelle costole e un perentoreo "non ti muovere". Perchè se ti muovi questi ti sparano davvero. Devi aspettare che scenda il tipo, illumini la macchina con la sua torcia, e ti bussi sul finestrino, quello è il segno che puoi muovere il braccio sino al comando per abbassare il vetro. Vi giuro non è un copione, succede davvero così. Poi le cose vanno rilassandosi, patente, libretto, interrogatorio ma poi fila tutto liscio, niente multa, del resto lo sapete, noi Italiani riusciamo sempre a farla franca!
Beh, mi è venuto sonno, sono le 23.34, vado a nanna, alla prossima!Ciau.


la Cheesapeake bay
11/11/2006, 21:40
Filed under: La mia esperienza Americana

Qualcuno tra voi si chiederà se ogni tanto studio oppure se sono sempre in giro…in effetti devo ammettere che ci sono ancora tante belle gite in programma. Nel frattempo godetevi le foto di Baltimora e di Cape Henry, quest’ultimo è un posto romanticissimo, in cui chiaramente ero cn mio cugino Gianlu. La Cheesapeack bay è costellata da questi meravigliosi fari, potete vederne uno anche nelle foto di Baltimore, proprio nel water front. Esiste un’organizzazione che cerca di preservare e autosostiene le spese di manuntenzione di questi bellissimi fari. Solo da qualche anno infatti si sta cercando di recuperare questi romantici edifici lungo le coste della Virginia e del Mariland,per riportarli al loro antico splendore ed esaltarne il loro valore artistico e storico; per fortuna qui siamo in America e direi che ci stanno riuscendo!spero però che, appunto perchè sono Americani, non ci costriuscano su un buisness. Almeno quì a Cape Henry nn ci hanno speculato troppo quindi il paesaggio è rimasto proprio così incontaminato, con le sue spiagge bianche sull’oceano e le sue casette dei custodi del faro. Solo un piccolo pedaggio per chi vuole salire sino in cima alla stretta scala a chicciola ma l’emozione della vetta ripaga le fatica…e le vertiggini! Mi unisco anche io al loro coro: Keep the lights shining!
Asta luego,
fra


Eccomi
09/10/2006, 19:32
Filed under: La mia esperienza Americana

Ciao ragazzi!!!
anzittutto grazie a tutti per le mail, i mes, e i più temerari anche le telefonate!!!!!
vi sento vicino e per me è molto importante…mi mancate!!!
Vi ricordo il mio num di cell: +13143785740, ricevo sia mes sia chiamate ma SOLO con la scheda prepagata!
Il numeo d gale ora nn me lo ricordo ma tanto sn a casa solo dopo le 6 ovvero dopo la vostra mezzanotte…
Ho messo un po’ di foto sia di dove vivo, sia d Washington, andate a curiosare un po’ d vita Americana ma nn credetevi che quì sia tutto cosi’ bello come sembra, anzitutto mi sono trasferita solo ieri perchè è venuto un mezzo uragano e la strada davanti a casa era un fiume con le paperelle che nuotavano, e cmq anche in condizioni normali ci sono delle oche che starnazzano tutto intorno che x tornare a casa devi fare i 100 metri in velocità se non vuoi finire beccata da mezzometro e passa di oca inferocita;inoltre stamattina un ragazzino nero ha tentato di fottermi la bici che era parcheggiata nel cortile retero casa, menomale che la Gale se n’è accorta e ha incominciato ad inseguirlo (sta sessantenne atletica), poi vallo a spiegare al poliziotto tutto in inglese cosa è successo….vabbè, almeno il tipo è fuggito senza la mia bici che ora è ben chiusa al lucchetto!!
vabbè lasciamo perdere le mie disavventure americane…..voglio la mia bella italia!!!!!!!!!!!!!!!!!
a presto, baci a tutti
fra


Ciao
27/09/2006, 21:46
Filed under: La mia esperienza Americana

Ciao raga,
eccomi in America, qui’ è tutto grande e le persone parlano veloce, il jet leg m rincoglionisce più del solito ma sono fiduciosa che presto diventerò una perfetta graduate student!!!
Presto vi metterò un po’ di foto sulla mia univerità, la Old Dominion University, e sulla mia nuova casetta e cameretta…
Vi tengo informati….
Vi voglio bene
ciau



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