Ilcorpodigrazia's Blog


Facebook: tutto quello che non avreste mai voluto sapere

Facebook, Twitter, Whattsapp, ora anche Pinterest: tutti strumenti del demonio.

Ormai siamo tutti impazziti. Anche per la strada, anche mentre camminiamo, mentre guidiamo, tutti a capo chino e pollice mobile a “chattare”, “Twittare”, “fan cazzare”.

Dove è uno, cosa sta facendo l’altro, con chi è Tizio, la foto di Caio. Mi ci metto pure io, prima della lista.

Qualche tempo fa due grandi scoperte, e dire che Facebook ormai ce l’ho da 4 anni.

La prima riguarda la sezione “Messaggi – Altro”. Sì perché, oltre ai normali messaggini che si scambiano con i contatti, e che rimangono memorizzati negli annales in apposita schermata, esiste una seconda sezione di messaggi, ossia quelli che ti inviano i “non-contatti”.

Ora provate ad andarci anche voi, vi assicuro con serena certezza che troverete sorprese strabilianti.

Con alcune amiche abbiamo fatto anche una graduatoria, una classifica, ecco la mia top 3:

3° posto: un tizio che alludeva a una non meglio definita “proposta” riguardante le scarpe

2° posto: uno che mi proponeva, per 30.000, euro un servizio in lingerie per il mondo arabo

1° posto: uno che mi offriva 200€ per inscenare una lotta nel fango con un’altra donna

Bello bello, che ridere. Però, signori, ilarità a parte, se per lo più questa sezione è quindi un filtro anti-spam, lì ci ho trovato anche dei messaggi da persone incontrate qui e là, e che mi interessavano. Ma ciò che è peggio, io stessa ho la certezza di essere finita in quella stessa sezione, mandando messaggi a non-contatti per precisi scopi. Una volta stavo pure uscendoci di matto per questo motivo, e non è da escludere che abbia inficiato una relazione con una persona proprio per questo motivo.

Arriviamo alla seconda scoperta, e qui temo potrei procurarvi un piccolo choc. Sebbene ci sia letteratura a tal riguardo e lo stesso Zuckerberg abbia rilasciato dichiarazioni a tal riguardo, il dubbio sussiste.

Da qualche mese a questa parte è infatti cambiato il layout del Profilo di Facebook. Ora, il così detto “Diario” comprende due foto profilo, una piccola ed una che prende tutta la testata della pagina e, subito sotto la foto,  una serie di quadratini piccoli con delle miniature delle ultime foto inserite, degli amici, dei “like”.

Ora arriva la stangata. Nella miniatura degli “amici”, ci sono raffigurate 6 foto. Sei foto di sei amici. Tra 500, 600 o anche 1000 contatti FB, in quel quadratino del profilo, ci sono 6 piccole, inquietanti, foto di amici. Queste foto, con il “refresh”,  a volte cambiano, ma diciamo per lo più rimangono le stesse. Occhio per altro che, chi guarda il tuo profilo, non vede le stesse 6 foto di amici che vedi tu guardando il tuo stesso profilo.  Mi seguite? E’ un po’ complicato, metto uno screenshot:

Immagine

Ora la domanda sorge spontanea: con che criterio FB mette proprio quelle 6 foto?

Partiamo da un presupposto, non può essere casuale. Sicuramente ci saranno degli algoritmi complicati alla base della scelta di quelle sei foto, (quantità di messaggi scambiati, di foto in comune, di amici in comune, ecc ecc)

Distinguiamo bene il problema. Se tu vai sul profilo di un tuo amico, vedrai 6 foto di amici suoi, e per lo più sono amici che io e quel amico abbiamo in comune. Ok. Se non abbiamo amici in comune, il sistema come sceglie quelle foto? Casualmente? Chi ha più contatti con quel amico? Già questo potrebbe essere di per se un problema, perché non è detto che io voglia far sapere quali sono gli amici con cui ho più contatti…

Ma arriviamo al vero nocciolo del problema: le 6 foto che compaiono nel nostro profilo,  le miniature che noi stessi vediamo nella nostra pagina del profilo.

La domanda è la seguente. Dei 15 contatti che girano nelle 6 foterelle (sono 6 alla volta, ma se fai refresh più o meno a turnazione ne vengono fuori 10-15), effettivamente 10-13 sono quelli più importanti per noi, con cui abbiamo più contatti, più scambi ma… il punto è, gli altri 2-5? Come mai gli altri 2-5, tra 600 contatti, sono sempre quelli e non cambiano? Fossero random, dovrebbero cambiare!

Capiamo meglio. Anche facendo il refresh della nostra pagina Profilo, in quelle 6 foto, compaiono a turnazione comunque le stesse 10-15 persone. Noterete anche che, tra queste 10-15 persone, ci sono effettivamente quelle con cui avete più contatti, più amici in comune, che visitate di più ma anche….  anche alcuni amici, diciamo 2-3-4, che non cagate. Che non avete mai contattato in vita vostra, che non vi scambiate messaggi, che non andate a vedere i loro profili, con cui avete pochissimi amici in comune. Eppure sono sempre quelli. Tra 500, 600, 1000 contatti, quelli. Come mai? Il dubbio, sorge spontaneo: saranno mica quelli che guardano il nostro profilo più spesso? Da-da-da dan. Ci vorrebbe musica epica di sottofondo. Catastrofe. Tragedia. Sciagura.

Quando l’altra sera, ho posto questa domanda nel bel mezzo di una cena di sole donne, tutte, non una esclusa, fidanzate, conviventi o sposate che fossero, hanno sgranato gli occhi, hanno portato la mano alla bocca ed hanno emesso un sibilo del tipo spavento cosmico.

Se esiste il dubbio che effettivamente quelle sei miniature  non siano randomiche e se, tra quelle 6 foto,  trovi amici con cui non hai contatti, allora significa che probabilmente quelli sono i tuoi stalker più accaniti.

Certo però che qui cadono le regole fondamentali delle privacy facebokiana.

E già perché la regola fondamentale che ha reso FB il leader indiscusso che è oggi, oltre a mettere in contatto le persone, è che su FB metto tutte le informazioni che IO voglio mettere. Nessuno deve mai sapere, a meno che io non lo voglia, che profili guardo.

Ora il sibilo di terrore delle mie commensali l’altra sera era, ovviamente, non tanto dovuto al fatto che, in questo modo, possiamo scoprire chi sono i nostri “stalker” più sfrenati, quanto perché, se noi stesse, nelle segrete e buie sere prima di cadere nelle braccia di Morfeo, “stalkeriamo” qualcuno, allora significa che, la nostra foto, è di diritto fissa in uno di quei 6 quadratini che quella persona vede nel suo profilo. Sgamate, fregate, un due tre stella, fottù.

Diciamola pane al pane, vino al vino, significa che voi siete una delle 6 iconcine del vostro “impossibile love”, quello che andare a guardare tutte le sere prima di addormentarvi, oppure siete una delle 6 iconcine di quella ragazza che tanto invidiate e continuiate a monitorare. Certo potete sempre sperare che quella persona abbia stalker peggiori di voi, oppure che quella persona a sua volta guardi il vostro profilo, ma il dubbio lacera.

Da quella sera abbiamo anche fatto prove degne di studi accademici. Controlli incrociati. Mi dispiace, devo dirvelo, è tutto dimostrato. Abbiamo smesso di usare FB per contattarci e ci siamo comportate come stalker incrociate le une delle altre. Da da da dan, nel giro di 72 ore, le nostre stalker comparivano in una delle 6 foto, e altrettanto da da da dan, quando abbiamo smesso di stalkerarci, siamo nuovamente sparite nel giro di altre 72 ore.

E’ terribile, lo so, ma è la dura verità, e qualcuno doveva pur dirvelo.

Ora a voi la scelta, fregarvene e comportarvi come se nulla fosse, oppure abbandonare il rituale di visualizzazione serale dell’impossible love e comprarvi un buon libro, a meno che non vogliate comparire tra i suoi stalker.  Di certo un risvolto positivo c’è, ora sapete chi sono i vostri stalker e vedrete che in fondo non ve ne stupirete neppure più di tanto… in più, se voi smettete di stalkerare il vostro impossibile love eppure dopo una settimana lui/lei è ancora lì…bè forse è il caso che gli mandiate un buon vecchio sms ed organizziate un incontro…forse non è così “impossible” il vostro love… ;D

Ora però vorrei, dopo tutte queste news choccanti, tranquillizzarvi.

Nonostante tutto, mi sento ancora di dichiarare, con assoluta e serena certezza, di amare Facebook.

Il punto è l’uso che se ne fa. Facebook è un potentissimo mezzo di condivisione. Se avete piacere di rimanere in contatto con persone lontane, se volete aprire i vostri pensieri, condividere le gioie ed anche i dolori, continuate ad usarlo. Non è vero che le persone che ami le senti ugualmente. Perché un conto è sentire, un conto è seguirle, conoscere la loro quotidianità, sapere di che parlare quando ci si rivede. L’amicizia è anche condivisione, se non ci si vede per tanto tempo, si può parlare certo dei massimi sistemi, delle grandi novità, ma sono le piccole cose di tutti i giorni che fanno la differenza.

Ieri, nel giorno del mio compleanno, ho scambiato una parola, un pensiero, un augurio, con più di 150 persone. Sparse per tutta Italia, da Palermo a Torino, da Roma a Trento, e per tutto il mondo, dalla Nigeria al Canada, dagli States alla Cina, dall’Algeria all’Austria, dalla Francia alla Germania. Non ho messo Stati a caso, ho ricevuto auguri da persone sparse in ognuno di questi stati.

Sarebbe stato possibile 5 anni fa?

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