Ilcorpodigrazia's Blog


La mia avventura in…Donnavventura

Per chi ancora non lo sapesse, da Novembre a questa parte sono stata impagnata anima e corpo all’nseguimento di un grande sogno, il desiderio della monetina lanciata nella fontana di Trevi, una notte romana, durante una trasferta di lavoro: partire con la spedizione Donnavventura 2011! Oggi questo sogno, almeno fino alle prossime selezioni, è terminato: sono stata eliminata. Tuttavia però, sono riuscita ad arrivare sino in finale: 76 ragazze che si sono cimentate in prove fisiche e video in una tre giorni ad Andalo, sulle dolomiti del Brenta.  E’ stata un’esperienza indimenticabile, vi riporto una nota che avevo scritto a tal riguardo…buona lettura!

(…)

La prima grande emozione è stata appena arrivate, quando tutte le veterane ci hanno dato il benvenuto con un lungo applauso e ci hanno consegnato vestiario e il necessario per i 3 giorni. Borsa in spalla e via a piedi verso il campo base immerso nelle dolomiti del brenta, un panorama di guglie mozzafiato attorniavano il nostro accampamento. Al centro delle tende poste tutte in cerchio, un alto pilastro torreggiava con il marchio di “Donnavventura Paganella”, diventava alla sera il nostro totem attorno al quale cantavamo scaldandoci con il fuoco, il vin brulè e la mitica tisana di Donnavventura.

Ammetto che la prima notte è stata traumatica, vuoi l’emozione, complice il freddo (credo fossimo attorno ai 0°C), nessuna di noi è riuscita a dormire. Non ci avevano detto di portarci un materassino e le tende erano montate male quindi c’era uno spazio di 5 cm tra il terreno e la tenda…in due parole dormivano con il sacco a pelo direttamente sul terreno con il vento che ci picchiava direttamente addosso. Alle 4.30 eravamo tutte sveglie e tremanti. Alle 5.30 la strombettata dell’adunata non ci ha lasciato il tempo neppure per fare pipì e la DA Stefania ci ha fatto da capofila per una bella corsetta di una ventina di minuti. Mi avessero detto che sarei riuscita a correre dopo una notte all’addiaccio, senza fare colazione né pipì, ci avrei sicuramente riso su.

Finita la corsettina alle 6.30 del mattino ci hanno dato una mezz’oretta per lavarci e fare pipì, dopodiché la colazione, servita alle 7.00 era composta da thè o caffè latte, pane duro della sera prima e mele del trentino. Nel momento in cui ho picchiettato il pane sul vassoio ed il rumore era simil-metallico ho avuto il mio momento no. Sarà che non avevo dormito, sarà la corsa delle 6.30, ma ho avuto un attimino di mancamento. Ovviamente in queste situazioni si fa di necessità virtù, ho ammollato il pane duro nell’acqua calda del thè e ho mangiato una diecina di mele nel giro di 2 giorni (ora fatemi vedere una mela verde per i prossimi due mesi e potrei nausearmi all’istante).

Le prove sono iniziate subito dopo colazione: due provini video, uno con rete4 ed uno con RTL, test drive sui mitici ASX pickup, circuito con il quad, circuito con la mountain bike, circuito di corsa + calarsi con una fune da un pendio + fango, prova di fotogenia. Per altro ammetto anche che al terzo passaggio nel fango ho avuto il mio secondo momento no. Si vede che la colazione a mele e pane duro non mi aveva dato troppe forze, mi si è spezzato il fiato, cmq anche lì ho tenuto duro e sono andata avanti. Credo di avere ben chiaro come siano andate le mie prove, dove potevo migliorare, gli errori da principiante che ho commesso e cosa invece ho fatto bene ma, se non vi spiace, lo terrò per me. La giornata è scorsa via intensa, tra prove, sole ed emozioni. Alla sera un prete è venuto nell’accampamento ed abbiamo recitato una messa molto partecipata e profonda. In quel momento mi sono resa conto di essere lì da soli due giorni, ma così intensi che mi sembravano essere due settimane. Mi sono accorta che due giorni con Donnavventura mi avevano fatto dimenticare tutti i problemi, la tristezza e le cose che mi sono capitate negli ultimi mesi. Mi è venuto un magone ma ho ributtato dentro le lacrime ed ho ringraziato di essere lì, in quel momento, a vivere quell’esperienza. A quel punto mi sentivo già un pochino più donna, un pochino più vera, un pochino più forte, un pochino Donnavventura. Sono tornata in tenda finita la celebrazione e ho annunciato alle altre ragazze che non avremmo potuto passare un’altra notte all’adiaccio. Così ci siamo ingegniate: con il celofan reperito in cambusa abbiamo fatto un lavoro di gruppo e chiuso tutti i buchi della tenda, in modo assolutamente perfetto, abbiamo sistemato tutti gli indumenti che avavamo nelle borse a strati sul pavimento, sotto i sacco a pelo, per isolarci dall’umidità del terreno. Insomma, con queste premesse, una buona cena di canederli e spezzatino, la tisana Donnavvenura intorno al fuoco, ci siamo addormentate stanche e senza pensieri. La Domenica è stata la giornata delle eliminazioni ed a poco a poco siamo tornate ai pulman e da lì chi con il treno, chi con l’aereo, io ed altre 3 (Elisa, Daniela e Fede) con la macchina, siamo tornate a casa. Pensate che negli autogrill ci hanno prese per vere DA, tutte e 4 con magliettina e cappellino come facevano a sapere che non fossimo proprio quelle vere??? (In realtà una signora ci ha anche chiesto se facevamo parte del team di miss muretto, ma eclissiamo su quest’ultimo punto…J ).

Di fatto, ci mancavano solo i nostri nomi sulle portiere della mia mitica panda bianca per sentirci davvero DA…ci siamo pure date il cambio alla guida e ci siamo assegnate a turno il ruolo di navigatore J!

Quando sono arrivata da mio marito, che era alla spiaggia, stanca, sudata, sporca di 3 giorni di tenda e fango lui mi ha detto che ero bellissima. Non vi nasconderò che mi guardavano in molti con la magliettina griffata e gli occhi ancora sognanti anche se tristi. Forse, un pochino più bella, lo ero davvero, Donnaventura fa anche questo effetto. Ho baciato mio marito e mi sono avviata verso casa, lui si è stupito “Non vuoi una mano con le borse?”, mi ha chiesto… “No tesoro, se sono riuscita a portarle da sola fino al campo base, riuscirò anche a portarle in casa”. Mio marito mi ha guardato di sottecchi “Donnavventura ti ha fatto proprio bene, provaci anche il prossimo anno”.

Bene, questo è quello che avevo da raccontarvi. La vita, secondo me, va vissuta così in ogni sua sfumatura, capendo gli errori, non trascurando le ingiustizie, ma prendendo sempre e comunque il buono e gli insegnamenti che si possono trarre. Forse ha ragione tgcom nel suo articolo:

“Perché Donnavventura prima di essere un programma televisivo è un’esperienza straordinaria. E prima di essere un’esperienza straordinaria è un’emozione palpitante. Perché prima di ciò, prima di tutto, Donnaventura è una famiglia che si vuole bene.”

Deve essere proprio, che io, di Donnavventura, mi sono perdutamente innamorata.

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9 commenti so far
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Mica vale che il blog non abbia la precedenza !

Commento di Claudio Guiduccio jedi Spega

Sei fantastica con il cappello da esploratore! Non conoscevo questo programma ma mi informerò! Ho riso al punto in cui ti rotolavi in mezzo al fango per la seconda volta 🙂 LOL

Commento di Linda Brillante

noooo non farlo!!! Donnavventura è una droga dalla quale non si guarisce! Stanne alla larga! 😉

Commento di Adelaide

Stavo pensando….
Sfumata Donnavventura… non è che mi faresti da tassista?
Saresti perfetta !

Commento di Claudio Guiduccio jedi Spega

troppo vecchia! ( io!! 😦 )

Commento di mizaar

Cla>>> vista la tipa nel tuo post che vorresti farti fare da taxista…ehm…non so come dirtelo…ma direi che io non sarei esattamente “perfetta” … 😦

Commento di Adelaide

Lascia parlar me che me ne intendo !
Magari avessi te come tassista !

Commento di Claudio Guiduccio jedi Spega

sei decisamente amorevole 😀 smackette

Commento di adelaide

🙂 Come te !

Commento di Claudio Guiduccio jedi Spega




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