Ilcorpodigrazia's Blog


Cimitero di Staglieno
17/02/2009, 21:03
Filed under: Intrattenimento


La prima volta che sono stata a Staglieno ero al Liceo. Me lo ricordo perfettamente. Ero con la mia amica Vale.
Qualcuno ci deve aver messo questo tarlo in testa, o forse eravamo solo incuriosite ed attratte da tutto ciò che è “inusuale”.
A distanza di 10 anni sono tuttavia convinta che da un cimitero si possa capire moltissimo della popolazione, della cultura, delle abitudini e della storia di un popolo.
Arlington, i cimiteri celtici, quelli Inglesi, o quelli Ebrei sono esempi di quanto i morti alcune volte possano dirci molte più cose dei vivi.
Staglieno è semplicemente un pozzo di storia, arte, cultura, sentimenti.


A staglieno sono sepolti alcuni uomini e donne illustri, tra cui Giuseppe Mazzini, il presidente del Consiglio e partigiano Ferruccio Parri, il compositore della musica dell’Inno d’Italia Michele Novaro, il garibaldino Antonio Burlando (che fece parte della spedizione dei Mille), l’attore Gilberto Govi, il cantautore Fabrizio De André, il pittore Federico Sirigu e la moglie di Oscar Wilde.


Tuttavia è qualcosa d’altro che impressiona a Staglieno.
Appena varcato l’ingresso ci sono i monumenti commemorativi dei nostri morti in guerra o per servizio, dai Bersaglieri, agli Aviatori, alle Fiamme Gialle. Le iscrizioni riportano indietro sino alle guerre mondiali, parlano della nostra storia.
Una cartina subito sulla destra mostra la piantina del cimitero. 330.000 metri quadrati di anime genovesi, inglesi ed ebree.
Storie di uomni, di bambini, di dolore, di vita e di morte. 330.000 metri quadrati di pensieri, lacrime, addii.
Cappelle monumentali in stile gotico, bizantino, neo-egizio, Liberty, mesopotamico e neoclassico sono sparse per un boshetto irregolare di pini marittimi.


Più a sud, un imponente Pantheon bianco si staglia sopra le statue del porticato.
Ma sono proprio loro, le statue, le vere ed indiscusse protagoniste del cimitero.
Agli inizi del’800 una complessa situazione storico-culturale portò la fascia più agiata della borghesia genovese a desiderare di perpetuare la propria memoria tramite segni duraturi tali da ricordare il proprio lavoro e la propria morale: così sono state commossionate, una dopo l’altra, alcune opere statuarie di indubbio valore artistico.
In alcuni casi il defunto è ritratto circondato dai propri cari, come una figura patriarcale e positiva, in altri casi angeli sensuali con le fattezze della defunta sono di una femminilità passionale e travolgente.
Camminando lungo il portico i passi risuonano nel silenzio e le statue che ti guardano ai lati del corridoio sembrano volerti parlare, e ti trasmettono tutta la loro grazia e la loro disperazione.
La polvere di duecento anni da un’impressione di una civiltà sepolta, ormai dimenticata.
Potrebbe forse essere il setting di un film tipo “il Signore degli Anelli”. La vecchia civiltà degli uomini -questo ho pensato- ormai siamo più simili a robot.
Una cosa è certa: é la terza volta che vado a Staglieno. E ogni volta mi lascia dentro un’emozione.

Riporto una citazione che avevo trovato su una rivista e che incarna perfettamente l’atmosfera che si respira a staglieno:

…mi ritrovavo a vagare per i vialetti, rapita dagli sguardi delle persone di marmo. mani protese a chiedere attenzione, occhi al cielo a chiedere consolazione, visi trasfigurati dal dolore, bambini fermati in una felicità piertificata.
un popolo vivo e immobile. ogni tomba racchiude in sè una storia, calze di seta e vestiti buoni, piccole teche con succhiotti e scarpine fatte a maglia cementate dal tempo.
le statue raccontano e tu ascolti. come tante voci che si sovrappongono in un unico bisbiglio. … quel posto senza tempo, incurante del passaggio delle stagioni e della gente, dei pullmini, dei carretti.
la signora delle noccioline all’ingresso a destra vende ancora i suoi dolci, la tomba di quel grand’ uomo di Govi, la signora vestita da sposa, i corridoi, ….
quel posto fatto di statue sporcate dalla vita, dalla noncuranza, l’autogestione della morte. quel posto così bello.
Staglieno non è un cimitero, è un inno alla vita.

(blog di laddertothestars)


5 commenti so far
Lascia un commento

Francesca, tu non sai che gioia sia per me aver letto questo post…perché le tue sensazioni sono le mie, perché ci accomuna una particolare predilezione per questo luogo e mi è piaciuto leggerlo raccontato da te…grazie di avermi trovata, sono proprio contenta!

Commento di Miss Fletcher

la gioia è ricambiata!!!! ti ho trovata tramite “masticone” …annche il web è piccolo ! ah ah

Commento di Adelaide

E’ vero, il web è piccolino e Zena è un bottone 🙂

Commento di Miss Fletcher

Vieni sul mio sito http://www.perstaglieno.it, ci possiamo arricchire reciprocamente.
Complimenti per il tuo lavoro
Eugenio

Commento di eugenio

ciao eugeniio, benvenuto…già conoscevo il tuo sito, avevo preso informazioni anche lì 😀

Commento di Adelaide




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: